Proseguono le voci che vedono lo sport femminile, il calcio in prima linea, valere sempre molto di più in termini economici. Numerosi studi e considerazione pongono il 2030 come anno decisivo per la svolta. Questo decennio sarà quindi determinante per il destino di numerose atlete che hanno riposto la propria fiducia nelle federazioni sportive. Le promesse e le premesse sono numerose e fanno ben sperare.

In una recente intervista Ebru Koksal, presidente del network Women in Football, ha dichiarato che “entro il 2030 il calcio femminile sarà diventato uno sport comune. Ad eccezione dei massimi livelli del campionato maschile, potrà comunque competere con le leghe maschile, o altri sport come rugby, cricket o tennis”.

Secondo quanto riportato dal Sun e descritto in un recente articolo, la crescita del movimento potrebbe portare ricavi da diritti televisivi pari a 400 milioni di euro per le cinque principali leghe europee.

Ma a questo punto sorge la domanda: quanto varrà lo sport femminile entro il 2030?

Ricavi da 1 miliardo di sterline per il 2030

Una risposta realistica a cui ha provato a rispondere una agenzia inglese. Gli sport femminili nel Regno Unito potrebbero generare entro il 2030 più di 1 miliardo di sterline (circa 1,16 miliardi di euro). L’aumento della visibilità delle atlete e dei team, più volte raccontato nei nostri articoli, sono la chiave per raggiungere tale traguardo. Lo rivela uno studio condotto dall’agenzia Two Circles per conto di Women’s Sport Trust.

Attualmente gli sport femminili generano un volume di affari di 350 milioni di sterline all’anno grazie a ticketing, diritti audiovisivi e accordi commerciali e di sponsorizzazione. Qualora le previsioni fossero esatte, in merito alla crescita, ne consegue che quello femminile sarebbe uno dei settori con l’espansione più rapida nell’industria dello sport.

L’amministratore delegato e co-fondatore di Women’s Sport Trust, Tammy Parlour, ha dichiarato: “Lo sport femminile ha fatto registrare una crescita importante ma c’è ancora molta strada da fare prima che diventi commercialmente appetibile”.

Il report sottolinea come sia proprio il mondo dello sport che dovrebbe fare di più affinché aumenti la visibilità delle donne sia su media nuovi che tradizionali.

Alcuni dati della ricerca di Women’s Sport Trust

I risultati dell’analisi “Closing the Visibility Gap” hanno mostrato che due terzi degli appassionati di sport britannici segue una qualche forma di sport femminile, ma solo il 25% di loro lo fa in modo attivo.

Più dell’80% degli intervistati ha affermato che i principali eventi e le trasmissioni televisive sono stati fattori importanti per seguire lo sport femminile, ma è stato evidenziato che oltre un terzo (36%) degli sport femminili sono trasmessi solo tramite canali digitali.

Tammy Parlour ha poi aggiunto: “Riteniamo che il prossimo decennio segnerà un punto di svolta per gli sport femminili con maggiore visibilità garantendo anche non solo un certo appeal commerciale ma anche una sostenibilità negli avvenire”.

Chiaramente la ricerca descritta si riferisce al solo territorio del Regno Unito. Certamente gli studi verranno approfonditi ma soprattutto ampliati, quanto meno allo sport femminile a livello europeo. In ogni caso le cifre predette fanno ben sperare per un movimento che per troppi anni ha vissuto nell’ombra.

L’importanza degli sponsor

Riferendoci al solo calcio, nonostante la recente crescita, è necessario che qualcuno scenda in campo quotidianamente insieme ai club per supportarli. Sponsorizzarli potrebbe essere una soluzione win-win, sia per le società che per i brand interessati a sfruttare un’opportunità di business in una realtà economica e sportiva davvero promettente.

L’affermazione definitiva di questo sport non è possibile senza l’impegno concreto di partner commerciali che vedano nel calcio femminile opportunità non altrimenti presenti in altri contesti.