La crisi economica causata dalla pandemia mondiale non ha cambiato i piani dei più grandi brand che hanno deciso di investire nel calcio femminile. Nell’articolo di qualche mese si sottolineava come fosse chiara la volontà di mega-brand come Budweiser, Coca Cola e Visa nel continuare a supportare lo sviluppo di questo sport. Sport che in questo momento storico fa proprio degli sponsor la più preziosa risorsa.

Anche Puma non si è tirata indietro dichiarando, proprio a seguito della decisione di sospendere definitivamente la Serie A Femminile, di sostenere in tutti i modi possibili i club e le atlete. Nike addirittura inserisce le proprie calciatrici sponsorizzate, tra le quali Manuela Giugliano, tra i crack del futuro del calcio. Proprio per questo è stata ideato un reboot della leggendaria “The Cage” con protagoniste proprio il calcio femminile e le calciatrici.

A fine 2020, più precisamente a Novembre, Adidas, altro marchio che non intende tirarsi indietro, ha deciso di puntare fortemente là dove nascono le stelle del futuro. Quel calcio amatoriale senza il quale le ragazze non potrebbero mai provare la sensazione di tenere un pallone tra i piedi e sognare un giorno l’esordio nelle massime serie dei campionati più prestigiosi al mondo.

“Football Collective”, la campagna di Adidas per club amatoriali

Adidas, lo scorso Ottobre ha lanciato sul proprio sito ufficiale la campagna “Football Collective“, che ha come obiettivo quello di fornire a 10.000 squadre amatoriali di tutta Europa 150.000 kit per allenarsi (maglietta, pantaloncini e calzettoni). L’iniziativa è entrata nel vivo per dare un aiuto economico alle squadre di calcio amatoriali che hanno accusato la pandemia da Covid-19, e che non possono permettersi di sostenere tutti i costi necessari per mantenersi e far crescere le proprie ragazze.

Football Collective è un’iniziativa mirata a proteggere quelle piccole comunità che rischiano di perdere la possibilità di mantenere un club locale dove far crescere e educare atleti e atlete. All’interno del  progetto, come visto, il calcio femminile è di primaria importanza. Questo non può che rafforzare la convinzione che ad oggi gli sponsor, a fronte di investimenti relativamente bassi, possono salvare un movimento che si sta affermando a livello mondiale.

Tuttavia, questa non è l’unica mission dell’operazione. Adidas infatti si è già impegnata nella costruzione di campetti sicuri ed equipaggiati dove i ragazzi possano giocare in tranquillità, specie nei sobborghi più complicati delle maggiori città europee, come dimostrano gli 8 campetti costruiti nelle periferie londinesi. La multinazionale tedesca è in prima linea anche nella promozione del calcio femminile con le 500 ore di calcio a 5 dedicate alle aspiranti calciatrici di Parigi.

“Collective Adidas Football” tuttavia non si sviluppa solo entro i confini europei, bensì anche oltreoceano. Anche negli Stati Uniti infatti la compagnia dalle “3 Strisce” si è prodigata nella costruzione di 70 campetti da calcio, mentre in  Giappone sono emerse più di 100 nuove calciatrici grazie all’attività di scouting promossa dal progetto Adidas “Her Team”.

Esclusa l’Italia, la palla passa a brand locali

L’iniziativa al momento non comprende Italia, Portogallo e Austria con la promessa però, si legge sul sito ufficiale “Adidas”, che questo rappresenterà “solo l’inizio di un movimento globale.

Nell’attesa di investimenti a sostegno del nostro paese, qualche brand locale si è convinto che il calcio femminile ha delle potenzialità enormi e, in un momento di difficoltà come questo, bisogna salvaguardarle. Il professionismo in Italia si avvicina sempre più, un punto di non ritorno oltre al quale chi avrà investito potrà apprezzarne, e non poco, i benefici.