Impossibile non ricordare “The Cage”, uno degli spot commerciali più iconici di sempre, mandato in onda da Nike ben diciotto anni fa. La famosa gabbia in cui alcuni dei più forti calciatori, alla vigilia del Mondiale 2002, si sfidano in match 3 contro 3 senza esclusioni di colpi. Otto team di campioni che, su una nave, hanno dato vita a un torneo spettacolare per assicurarsi la gloria eterna.

Indimenticabile e immortale. Due aggettivi che descrivono cosa ha rappresentato questo spot per gli appassionati di calcio ad inizio anni 2000. Un torneo clandestino organizzato da Eric Cantona, dentro una nave container, una competizione fra grandi campioni del calcio con sfide senza regole e un’epica finale tra il Triple Espresso (team formato da Totti-Nakata-Henry) e gli Os Tornados (terzetto composto da Ronaldo, Ronaldinho e Roberto Carlos).

Nuova versione del “Secret Tournament”

Il colosso di abbigliamento americano, in occasione del lancio delle nuove Phantom GT Scorpion ispirate al leggendario “Secret Tournament” del 2002, rievoca il leggendario torneo. In questo anno particolare, è stata riproposta una nuova versione con squadre miste, formate sia da calciatrici che da calciatori. Questa volta però il torneo si è spostato dalla celebre nave con la gabbia ai social. Tramite le Instagram Stories del profilo Nike Football, otto team si sono affrontati virtualmente, tramite il voto dei followers.

Un ritorno al passato in chiave moderna quindi. Tante promesse del calcio internazionale maschile e femminile che si sfidano 18 anni dopo, ma questa volta a colpi di gol, giocate e like.

A differenza della prima edizione Nike ha scelto di non coinvolgere i grandi campioni del presente, bensì le star del futuro. In tutti i sensi. Infatti, ad accompagnare i tanti giovani della next generation ci sono le migliori calciatrici del momento, ormai grandi protagoniste nel panorama del calcio mondiale.

Il calcio femminile al centro del progetto Nike

Tra i partecipanti della nuova campagna marketing Nike c’è Manuela Giugliano, giocatrice dalla tecnica superiore. Qualità abilmente sfruttata per dirigere il gioco nel centrocampo della Roma. L’azzurra è stata inserita nel The G-Team insieme a Mason Greenwood del Manchester United e Grace Geyoro del Paris Saint-Germain. Tante le stelle del calcio femminile mondiali che partecipano. Oltre alla fuoriclasse italiana  ci sono anche Pernille Harder, Alexia Putellas, Lucy Bronze, Sam Mewis, Deyna Castellanos, Debinha e altre ancora.

Il coinvolgimento delle donne fa percepire, ancora di più, l’attenzione del brand nei confronti del calcio femminile e la voglia di dare spinta ad un movimento. L’impegno che Nike dedica al calcio femminile permette di continuare a guardare al futuro prossimo con maggiore consapevolezza e sicurezza.

Investire nel calcio femminile italiano: un’opportunità

Ora la palla passa agli sponsor più piccoli e ai potenziali investitori alla costante ricerca di operazioni ad alto impatto e a budget contenuto. Il campionato sta diventando sempre più competitivo e la partecipazione di Manuela Giugliano agli spot Nike lo testimonia. Anche il calcio femminile italiano rimane un possibile investimento ad altissimo valore. Quando marchi del Nike si schierano in modo così netto significa che le potenzialità ci sono e sono davvero importanti.

Per questo, il team di Women’s Football Management ha lanciato BUSINESS CORNER, un servizio innovativo il cui motto è tanto semplice quanto evocativo: “CI SONO SQUADRE CHE CERCANO SPONSOR, E SPONSOR CHE CERCANO SQUADRE: NOI LI AIUTIAMO AD INCONTRARSI”BUSINESS CORNER è quindi un progetto strategico-operativo in ambito sponsorship finalizzato ad agevolare l’incontro tra domanda (i club) e l’offerta (i brand) senza limiti di categoria: dalla serie A fino ai club che militano nei campionati regionali. Il servizio offerto non si limita alla sola intermediazione ma si configura come un servizio di consulenza ad alto valore aggiunto finalizzato a massimizzare impatto mediatico della sponsorizzazione attraverso soluzioni multicanale e progetti di immagine articolati. Perché la sponsorizzazione è efficace quando il brand è in grado di massimizzare la propria visibilità e non può di certo limitarsi alla semplice presenza di un logo su una maglia o su un banner pubblicitario sul campo di gioco.

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