La crescita che sta vivendo il calcio femminile non è solo sportiva, ma anche economica. La pandemia mondiale ha rallentato l’ascesa, ma gli occhi di molti investitori istituzionali si sono posati con interesse sul movimento e intendono supportarlo nel momento di difficoltà così da beneficiarne quando avverrà la definitiva consacrazione.

Bridgepoint, una delle principali società di private equity di Londra ha contattato la Football Association per acquistare un’importante partecipazione di minoranza nella Women’s Super League. Bridgepoint, già proprietaria da molto tempo dei diritti relativi al campionato di MotoGP, ha presentato una proposta che vedrebbe la lega calcio femminile diventare l’ultima competizione sportiva d’élite a vendere una partecipazione agli investitori finanziari.

I 12 club membri, che includono le campionesse recentemente incoronate del Chelsea, oltre che Arsenal e Manchester City, a loro volta si affiancherebbero a Bridgepoint e alla FA nel capitale della newco.

La FA sta cercando di monetizzare i diritti della WSL per il prossimo ciclo, che inizia dalla stagione 2021/22, così da alleviare una parte dell’impegno finanziario che la FA sostiene per la competizione femminile. Secondo il Telegraph l’ente governativo nazionale attualmente spende 7 milioni di sterline all’anno.

Bridgepoint dovrà probabilmente affrontare la concorrenza della Premier League maschile, che è stata a lungo legata all’acquisizione del suo equivalente femminile. Questo porterà ad un’asta che non potrà che fare bene alle casse del calcio in rosa.

L’interesse verso il calcio femminile da parte di società del calibro di Bridgepoint dimostra che la crescita annunciata di questo sport non è un bluff.

Fondamentale perciò risulta il ruolo di investitori che, con il loro contributo, permetterebbero di resistere a questo periodo difficile e lanciare il calcio femminile verso palcoscenici fino a pochi anni fa inimmaginabili.

In Italia questa figura chiave potrebbe essere ricoperta da sponsor che supportino le atlete con i rispettivi club e lottino al loro fianco affinché tutto ciò che si è guadagnato fino ad ora non vada perduto.

Per questo, il team di Women’s Football Management ha lanciato BUSINESS CORNER, un servizio innovativo il cui motto è tanto semplice quanto evocativo:“CI SONO SQUADRE CHE CERCANO SPONSOR, E SPONSOR CHE CERCANO SQUADRE: NOI LI AIUTIAMO AD INCONTRARSI. BUSINESS CORNER è quindi un progetto strategico-operativo in ambito sponsorship finalizzato ad agevolare l’incontro tra domanda (i club) e l’offerta (i brand) senza limiti di categoria: dalla serie A fino ai club che militano nei campionati regionali.

Il servizio offerto non si limita alla sola intermediazione ma si configura come un servizio di consulenza ad alto valore aggiunto finalizzato a massimizzare impatto mediatico della sponsorizzazione attraverso soluzioni multicanale e progetti di immagine articolati. Perché la sponsorizzazione è efficace quando il brand è in grado di massimizzare la propria visibilità e non può di certo limitarsi alla semplice presenza di un logo su una maglia o su un banner pubblicitario sul campo di gioco.

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