La Lega Nazionale Dilettanti è al lavoro per garantire incentivi a tutti gli sponsor di società dilettantistiche. Come riportato sul sito ufficiale della LND l’articolo 81 del D.L. n 104 , in discussione al Senato per la conversione in legge, stabilisce la concessione di un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50% delle spese di pubblicità e sponsorizzazione sostenute dagli sponsor nei confronti delle società sportive professionistiche e dilettantistiche, che svolgono anche attività giovanile, escludendo, però, dal beneficio le sponsorizzazioni commissionate alle società sportive dilettantistiche che fruiscono del regime della legge 398/1991, di quelle società, cioè, di minori dimensioni, che non superano nell’anno proventi commerciali per 400 mila euro.

Appare evidente che i club femminili dilettantistici sono i primi a essere danneggiati, in quanto piccole società che non possono in alcun modo stabilire contratti di sponsorizzazione di tale valore. In questo modo brand che vogliono entrare nel calcio senza investire troppi soldi, dato anche il difficile momento economico, sono dissuasi dal farlo.

“La disposizione di esclusione penalizza fortemente proprio quei soggetti che per la loro sopravvivenza necessitano degli interventi di natura pubblicitaria di piccoli imprenditori locali che possono avere visibilità con la sponsorizzazione nel territorio, limitato a volte al solo comune o al massimo alla provincia – spiega il Presidente della LND Cosimo Sibilia – Sono decine di migliaia le piccole società che optano o hanno optato per la legge n. 398/91 e che costituiscono l’ossatura dell’intero movimento sportivo dilettantistico”.

Risulta ingiustificata la concessione del beneficio alla grande multinazionale che sponsorizza, fino a 15 milioni di euro, una grande società sportiva e venga, invece, escluso il piccolo imprenditore che con poche migliaia di euro contribuisce alla sopravvivenza della piccola entità sportiva che opera nello stesso territorio, quando addirittura non è l’unica fonte di vita della società stessa

Fermo restando che, nell’attuale situazione economica, le piccole imprese trovano enorme difficoltà a commissionare sponsorizzazioni per cui il beneficio recato dall’articolo 81 nei loro confronti sarebbe una forte spinta a far sì che la piccola società sportiva possa godere dell’introito pubblicitario.

Per questo la LND si è attivata proponendo emendamenti finalizzati ad estendere i benefici della norma, al momento così penalizzate, anche alle realtà con minori proventi commerciali.

Questo sarebbe di fondamentale importanza al calcio femminile italiano lanciato sì verso il professionismo per la sua massima serie, ma che fonda il suo bacino d’utenza a una serie di piccole società dilettantistiche che crescono giovani promesse. È necessario che il supporto di piccoli aziende o imprenditori che credono fortemente nei valori del calcio femminile sia tutelato e, anzi, incoraggiato in modo da creare un nuovo settore economico di rilevante importanza.

Per tale motivo il team di Women’s Football Management ha lanciato BUSINESS CORNER, un servizio innovativo il cui motto è tanto semplice quanto evocativo: “CI SONO SQUADRE CHE CERCANO SPONSOR, E SPONSOR CHE CERCANO SQUADRE: NOI LI AIUTIAMO AD INCONTRARSI”.

BUSINESS CORNER è quindi un progetto strategico-operativo in ambito sponsorship finalizzato ad agevolare l’incontro tra domanda (i CLUB) e l’offerta (i BRAND) senza limiti di categoria: dalla serie A fino ai club che militano nei campionati regionali. Il servizio offerto non si limita alla sola intermediazione ma si configura come un servizio di consulenza ad alto valore aggiunto finalizzato a massimizzare impatto mediatico della sponsorizzazione attraverso soluzioni multicanale e progetti di immagine articolati. Perché la sponsorizzazione è efficace quando il brand è in grado di massimizzare la propria visibilità e non può di certo limitarsi alla semplice presenza di un logo su una maglia o su un banner pubblicitario sul campo di gioco.