Potremmo tranquillamente affermare che il calcio femminile, in Olanda, è importante tanto quanto quello maschile.

Dalla partecipazione alla Coppa del Mondo FIFA nel 2015 di strada ne è stata fatta, arrivando a disputare la finale del Mondiale di Francia 2019. Proprio nella data della finale si è battuto un record. Quel giorno 5,5 milioni di olandesi hanno seguito la partita giocata contro gli Stati Uniti, diventando la partita di calcio femminile più seguita nella storia della televisione olandese. Il torneo ha raggiunto addirittura il 79,2% della popolazione olandese.

L’Europeo casalingo del 2017 ha rappresentato un punto di svolta. Il torneo ha registrato 50 milioni di spettatori in più rispetto all’edizione 2013, inoltre, ad ogni partita giocata dalle beniamine di casa, lo stadio era sold-out . Dalla vittoria dell’Europeo in poi in Olanda sono aumentati in maniera esponenziale l’interesse e la conoscenza del calcio in rosa, che fino a quel momento non aveva mai ottenuto risultati soddisfacenti.

Promuovendo lo stile di vita, i valori come l’amicizia e la vicinanza, l’interazione e i contenuti del dietro le quinte, si è mirato ad aumentare la visibilità del calcio femminile nazionale e delle proprie atlete, al fine di costruire le fondamenta di una futura eredità.

Nelle città ospitanti di le partite dell’Europeo sono state organizzate, grazie al supporto degli sponsor, molte attività per i tifosi con l’obiettivo di creare un’atmosfera unica ed esperienze indimenticabili.

Da allora la fanbase del calcio femminile olandese è aumentata notevolmente, così come sono aumentati le presenze negli stadi e i follower sui social media.

A livello nazionale l’Eredivisie è diventato un palcoscenico unico, dove le atlete si mettono in mostra e attirano gli occhi di tutto il mondo. L’obiettivo anche qui, come con la nazionale, è quello creare un vero e proprio ambiente d’élite, estendendo il crescente valore commerciale e la visibilità.

Per raggiungere risultati così ambiziosi è necessario il coinvolgimento di una figura chiave: lo sponsor.

In tutto il mondo brand come Coca Cola, Budweiser o Visa si sono fortemente impegnati a collaborare con il calcio femminile per costruire una società più equa e inclusiva. Secondo l’ultimo rapporto FIFPro, solo il 30% delle federazioni intervistate ha dichiarato di avere sponsor esclusivi per la squadra femminile.

Anche in Olanda i brand locali hanno mostrato particolare interesse verso il calcio femminile. In occasione della Coppa del Mondo di calcio del 2019 numerosi marchi si sono offerti di diventare partner ufficiali della nazionale femminile.

Per la prima volta nella storia del calcio olandese è stato siglato un accordo di sponsorship con una rinomata catena di vendita al dettaglio nei Paesi Bassi, Blokker. Quest’ultimo non solo ha supportato la squadra economicamente, ma ha creato una campagna di fidelizzazione e di risparmio prima e durante il torneo.

Unilever, attraverso i marchi Andrelon e Calvé, è diventato partner esclusivo delle Lionesses oranje. Molte giocatrici della nazionale sono ambasciatrici di questi marchi.

ING ha lanciato diverse grandi campagne con la nazionale, inoltre offrono molti contenuti con le singole atlete per il loro canale YouTube “ING Only Football”.

Insieme a KPN, un altro sponsor fedele, è stato realizzato un programma durante la Coppa del Mondo in cui il giorno prima e dopo ogni partita c’è una trasmissione con le giocatrici che parlavano del torneo e di argomenti personali, fornendo contenuti unici dietro le quinte.

Infine, la più grande catena di supermercati dei Paesi Bassi, Albert Heijn, ha deciso di investire nel calcio femminile tentando di aumentare ulteriormente la visibilità di questo sport. Come? Ad esempio creando l'”album Panini” con le foto di tutte le calciatrici del campionato olandese e della nazionale e mettendo sotto contratto tre campionesse del calibro di Sari, Jackie e Lineth.

Risulta chiaro come la partecipazione e l’organizzazione di eventi pubblici da parte degli sponsor abbia permesso al calcio femminile olandese di crescere in maniera vertiginosa creando, dentro a questo movimento, un’economia non indifferente.

Anche il calcio femminile italiano può e vuole emergere, ma può farlo solo con il supporto di sponsor. Solo così il movimento italiano potrà esplodere definitivamente, proprio come è accaduto in Olanda.

Per questo, il team di Women’s Football Management ha lanciato BUSINESS CORNER, un servizio innovativo il cui motto è tanto semplice quanto evocativo: “CI SONO SQUADRE CHE CERCANO SPONSOR, E SPONSOR CHE CERCANO SQUADRE: NOI LI AIUTIAMO AD INCONTRARSI”BUSINESS CORNER è quindi un progetto strategico-operativo in ambito sponsorship finalizzato ad agevolare l’incontro tra domanda (i club) e l’offerta (i brand) senza limiti di categoria: dalla serie A fino ai club che militano nei campionati regionali. Il servizio offerto non si limita alla sola intermediazione ma si configura come un servizio di consulenza ad alto valore aggiunto finalizzato a massimizzare impatto mediatico della sponsorizzazione attraverso soluzioni multicanale e progetti di immagine articolati. Perché la sponsorizzazione è efficace quando il brand è in grado di massimizzare la propria visibilità e non può di certo limitarsi alla semplice presenza di un logo su una maglia o su un banner pubblicitario sul campo di gioco.